
Apprendiamo dall’articolo pubblicato su il manifesto del 27 agosto che in una località turistica in provincia di Rimini, a causa del nubifragio che il 24 agosto si è abbattuto tra Milano Marittima e Riccione, otto giovani lavoratori stagionali si sono trovati la loro stanza nel seminterrato di un hotel invasa dall’acqua.
Assistiamo ancora una volta a situazioni di sfruttamento dei lavoratori del turismo, mentre si tollera la narrazione degli esercenti del settore sull’assenza di manodopera e sulla poca volontà delle ragazze e dei ragazzi di lavorare. Un ricorrente stereotipo, che viene spesso usato per delegittimare chi denuncia condizioni di lavoro povero e alloggi inadeguati, come è successo alcune settimane fa, quando un ragazzo ha denunciato su TikTok le pessime condizioni dell’alloggio assegnatogli e il contesto di sfruttamento, per il lavoro di animatore in un hotel a Rimini.
Questa situazione chiama in causa le istituzioni. La Regione e gli enti locali destinano ogni anno risorse ingenti alla promozione turistica, che vanno a sostenere gli operatori di settore. Al tempo stesso manca la volontà politica di sostenere concretamente le decine di migliaia di ragazze e ragazzi che con il loro lavoro contribuiscono al modello turistico romagnolo famoso in tutto il mondo.
Ciò non è più tollerabile! Chiediamo alla Regione di farsi promotrice di una iniziativa finalizzata a rafforzare i controlli nel settore turistico, perché queste condizioni di sfruttamento sono possibili perché prevale un senso di impunità dato dall’assenza di verifiche sulle condizioni di lavoro e sul rispetto degli standard minimi di sicurezza degli alloggi. Condizioni che sovente sono accompagnare da pratiche di lavoro grigio e nero, evasione fiscale e mancata denuncia regolare degli affitti, danneggiando i lavoratori e l’intera comunità.
Secondo il rapporto annuale dell’Ispettorato del Lavoro, pubblicato il 31 marzo, su 15.502 ispezioni nel settore turistico sono emerse 11.421 irregolarità, ovvero un’allarmante media del 73% di aziende irregolari. Non si tratta di eccezioni, ma di un sistema da debellare che sostiene parte della propria economia su rapporti di lavoro fragili, mal pagati e spesso al limite della legalità.
Eliana Ferrari e Stefano Grondona
Cosegretar* regionali Emilia-Romagna
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