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IL 25 NOVEMBRE È UN GIORNO DI LOTTA

23/11/2025 09:00

Rifondazione EmiliaRomagna

Italia e Estero, Comunicati Segreteria, violenza-contro-le-donne, 25-novembre,

IL 25 NOVEMBRE È UN GIORNO DI LOTTA

25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: non un rito consolatorio, ma lotta politica.In occasione del 2

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25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: non un rito consolatorio, ma lotta politica.

In occasione del 25 novembre, Rifondazione Comunista ribadisce la necessità di restituire a questa ricorrenza il suo significato politico originario.


Ogni anno assistiamo a una crescente partecipazione istituzionale e mediatica, spesso però limitata alla commemorazione, alla posa di una panchina rossa o alla pubblicazione di un post sui social. Il rischio evidente è quello di trasformare il 25 novembre in un rituale consolatorio, utile a “mettersi la coscienza a posto”, ma incapace di incidere sulle condizioni materiali che rendono possibile — e riproducono — la violenza maschile contro le donne.

 

La violenza non è un fatto emergenziale né un insieme di episodi isolati: è un fenomeno strutturale, radicato nei rapporti sociali, economici e culturali che regolano la nostra società.
Per questo, affrontarla richiede una visione di classe.

 

Senza un’analisi della materialità dell’oppressione femminile — precarietà, dipendenza economica, tagli ai servizi pubblici, isolamento sociale, marginalizzazione delle donne migranti, privatizzazione del welfare familiare — ogni discorso sul contrasto alla violenza rischia di diventare astratto o moralistico.
Come ricordava Alexandra Kollontaj, rivoluzionaria e teorica comunista, «la liberazione della donna non potrà mai essere completa senza la trasformazione radicale della società, perché la sua oppressione non è solo domestica, ma economica».

 

La violenza patriarcale è resa possibile e aggravata dalle condizioni materiali di vita: una donna che non ha accesso a un reddito autonomo, a una casa, a servizi sociali gratuiti e funzionanti, difficilmente potrà sottrarsi a un uomo violento.


Il dominio patriarcale e la subordinazione femminile sono strettamente intrecciati alle forme economiche della società, oggi, nella società neoliberale, questo intreccio assume nuove e drammatiche forme.

 

Di fronte a tutto ciò, Rifondazione Comunista, a partire dalla necessità di una trasformazione radicale dell’immaginario culturale che normalizza la dominazione maschile e mercifica i corpi femminili,   rivendica:

investimenti strutturali e continuativi nei centri antiviolenza indipendenti;

un reddito di autodeterminazione che permetta alle donne di uscire da situazioni di dipendenza economica;

il potenziamento del welfare pubblico, laico, universale e accessibile;

politiche abitative che prevedano soluzioni immediate per le donne che vogliono mettersi in salvo;

la piena tutela per le lavoratrici, in particolare precarie, migranti e part-time, troppo spesso invisibili nelle statistiche ma centrali nelle dinamiche di vulnerabilità.


Il 25 novembre deve essere un giorno di mobilitazione e lotta: trasformare davvero la realtà significa riconoscere che la violenza contro le donne non si combatte con le cerimonie, ma con un cambiamento sociale profondo che metta al centro giustizia sociale, uguaglianza, autonomia e libertà.

 

Solo una prospettiva femminista e di classe può spezzare la radice materiale e culturale della violenza patriarcale.


Rifondazione Comunista continuerà a essere al fianco delle donne e dei movimenti che ogni giorno, ben oltre il 25 novembre, lottano per un mondo libero da ogni forma di oppressione.

 

Eliana Ferrari e Stefano Grondona

Segretaria e segretario Rifondazione Comunista Emilia-Romagna

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